• 16 Gennaio 2023

Un sogno nel cuore che vuole diventare realtà

Un sogno nel cuore che vuole diventare realtà

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La schiacciante vittoria del Napoli sulla Juventus nella sfida scudetto del ”Maradona” apre la strada alla speranza di vedere finalmente un sogno trasformarsi in realtà. Ma senza staccare i piedi da terra

Ci sono intere generazioni che hanno avuto la sfortuna calcistica di nascere quando il settennato d’oro dell’epoca maradoniana stava lì per concludersi, o successivamente. Ci sono generazioni che hanno sentito forte il richiamo della fede azzurra nonostante l’irreversibile parabola discendente che ha portato pian piano il Napoli prima a vivere gli anni bui delle retrocessioni, poi quelli infernali del fallimento. Esistono generazioni, dunque, che vivono di racconti, di storie e sì, di invidia, per non aver vissuto quello che altre hanno visto con i propri occhi. E che ora invece vivono di ricordi.

Insomma, l’interna tifoseria partenopea è un misto tra chi può dire ”io c’ero” e chi no, con questi ultimi che sono cresciuti di pari passo col Napoli di De Laurentiis, partito dalla Serie C, arrivato negli anni a vincere trofei che da anni non si vedevano dalle parti del Vesuvio e, soprattutto, a lottare per aggiungere un nuovo tricolore al suo palmarès. C’è andato vicino, almeno un paio di volte, ma sempre accompagnato dalla sensazione – e la consapevolezza – di non essere i più forti. Di dover per forza compiere qualcosa di miracoloso per forgiarsi del titolo di campioni d’Italia. E infatti, alla fine dei conti erano gli altri a festeggiare.

Quando venerdì la Juventus si è presentata al ”Maradona”, è stato inevitabile ribattezzare il match come sfida scudetto

Dodici vittorie nelle ultime 13 gare per gli azzurri da un lato, 8 successi consecutivi senza subire gol per i bianconeri dall’altro. Un nuovo duello, come più volte accaduto negli ultimi 10 anni, tra le due squadre che hanno collezionato più punti dalla stagione 2013/14: 824 la Vecchia Signora, 741 i partenopei.

Nonostante il campo avesse potuto dire altro, questa volta la sensazione di essere alla pari, se non un gradino leggermente sopra, aleggiava nell’aria. Così come dopo 18 partite, anche i più scaramantici abituati a fare i conti con le ferite del passato cominciano a vacillare, a lasciarsi andare, a pensare che forse si può fare, affermandolo però sempre a bassa voce, per colpa di quella paura dei fantasmi del passato. Certo, nulla è ancora concluso: pensieri, opinioni e sensazioni devono fare sempre i conti con la realtà, o meglio, con il terreno di gioco.

Intanto il 5-1 finale sulla Juventus rievoca ricordi meravigliosi e riporta indietro a tempi gioiosi. Che sia davvero la volta buona per smettere di vivere di racconti, di ricordi, trasformando un sogno in realtà che resterà impresso negli occhi e nella mente?

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